Tag Manager: oltre a Google cosa troviamo sul mercato?

Tag managerGoogle ha annunciato che dall’inizio dell’anno ha visto una crescita del 300% del traffico verso Google Tag Manager ed un aumento del 120% di clienti.
Sono un fan delle tecnologie di Tag management, ma non sono particolarmente entusiata di Google Tag Manager: ogni volta che lo uso ho la sensazione che abbiano reso unitilmente complicato qualcosa che poteva essere piu’ semplice. Certo gli hanno donato molta flessibilita’, ma si poteva fare di piu’.
Lavorando per Staples Europe ho potuto vedere le presentazioni di diverse piattaforme di tag management:

Tutte piattaforme molto simili a Google Tag Manager.

Tra le compagnie che ho visionato e testato ne esiste una quarta:
QuBit OpenTag 

Sono un fan di OpenTag per 2 motivi:

  • Gratuito per piccoli siti
  • Implementazione molto pulita con una semplice riga di codice
  • Ha un’ampia libreria di script gia’ pronti all’uso
  • Permette di inserire qualsiasi tipo di codice all’interno della pagina HTML
  • Gestisce la deduplicazione dei tag di conversione
  • Gestisce le preferenze degli utenti per quanto concerne i cookies

In pratica con OpenTag non solo gestisco i tag di tracking e conversione, ma posso utilizzarlo per cambiare il layout del sito, aggiungere elementi alla navigazione senza la necessita’ del supporto diretto del team IT

Inoltre se viene implementata sul sito Universal Variable l’implementazione dei diversi tag diventa ancora piu’ semplice.
Non solo QuBit ha messo a disposizione plugin per WordPress Magento e Joomla

Anche questo blog sta utilizzando OpenTag e tutti i miei progetti lentamente si stanno muovendo verso OpenTag quando possibile oppure verso Google Tag Manager.

6 risposte a “Tag Manager: oltre a Google cosa troviamo sul mercato?”

  1. Articolo interessante Filippo. Hai citato i 3 “big” americani che propongono soluzioni di Tag Management.
    Hai tuttavia dimenticato il leader europeo : Tag Commander.

    Concordo con quanto hai detto su QuBit: soluzione adatta a siti medio piccoli.
    Attenzione pero’ al servizio di supporto! Quest’ultimo é a mio avviso necessario, indipendentemente dai volumi di un sito, quando si implementa una soluzione di Tag Management per abbassare i costi di implementazione e si vogliono aumentare le performance ed il ROI.

    GTM é fornito gratuitamente, e sicuramente é un Tag Manager molto adotto ai siti Google-dipendenti”. Ma GTM ha dei limiti importanti (non sa gestire tutti i Tag, tra cui alcuni Tag di Google stesso!) e non offre nessun servizio di supporto.
    Inoltre, quid dei dati del cliente raccolti da Google? 😉

    Per un sito e-commerce che gestisce problematiche di performance, acquisizione, tracking… un Tag Manager offre potenzialmente un vantaggio competitivo immediato. Meglio tuttavia, a mio avviso, valutare una soluzione a pagamento (se offerta ad un “giusto prezzo”) ma che offra benefici qualificabili e quantificabili.

    1. Tag commander non lo conoscevo grazie per la precisazione.
      OpenTag ha anche un ottimo servizio di supporto attraverso QuBit che ha creato il tool. Lo consiglio anche a siti grandi, la duttilità ed il supporto sono ottimi

  2. manca anche BrightTag. E cmq è falso dire che GTM non gestisce alcuni tag. Per tutto quel che non è fornito con dei TEMPLATE, si può fare un normale HTML CUSTOM con dentro il tag (purché asincrono e senza document.write)

    Quanto al GTM, è sicuramente complicato, come è complicata la materia del tag management. La sua vera forza è il dataLayer, che peraltro è un oggetto che favorisce anche altri vendor nel caso in cui poi si voglia switchare, essendo open e non vincolato al prodotto Google.

    1. Grazie Marco,
      la lista era piu’ relativa ai tag manager che ho potuto provare, che ad essere una lista esaustiva dei tag managers disponibili.

      A proposito dei tag che non puoi implementare, hai fatto un ottimo esempio, non posso usare il document.write, ma non posso nemmeno definire dipendeze tra i diversi tag implementati e questo mi puo’ limitare molto in alcuni situazioni.

      Ti faccio un esempio reale: nella mia azienda abbiamo implementare un sistema di chat interno in cui abbiamo personalizzato anche il look and feel della chat.
      Essa si attiva con regole diverse a seconda della pagina o del comportamento dell’utente sul sito, per esempio se ha visitato in sequeza alcune pagine specifiche.
      L’inserimento dei div della chat e’ fatto attraverso jquery, e jquery e’ utilizzato da diversi altri script presenti dentro OpenTag stesso, Tutti questi tag dipendono da Jquery stesso quindi e’ stata definita una dipendenza con esso, le librerie delle chat sono caricate solo dopo che jquery e’ stato caricato. Allo stesso tempo e’ stata definita una libreria per la chat, che ha la necessita’ di essere caricata prima di altri script che dipendono da essa.

      OpenTag mette a dispiszione un dataLayer gia’ definito: Universal Variable, sicuramente fornisce meno liberta’ del dataLayer di Google Tag manager, ma permette di avere una libreria di tag che possono essere implementati in 2 minuti semplicemente attivandoli e dicendo loro di usare di dati presenti in universal variables.

      Personalmente preferisco questa soluzione, che a costo di una minore liberta’, mi permette di dare il tool in mano ad un maggior numero di persone ed velocizza di molto l’implementazione.

  3. @ Marco:
    E’ vero che si possono creare dei dei codici “CUSTOM”. Ma ci sono dei limiti importanti.

    Google Tag Manager non sa gestire i seguenti Tag (lista fornita proprio da Google):

    (http://support.google.com/tagmanager/bin/answer.py?hl=en&answer=2787990)

    • Tags sincroni (1 linea di javascript semplice, tipo tag di retargeting)
    • I tag che hanno bisogno di essere inserite nel (es : tag di AB testing), e tutti i tag che devono essere in “head” + “body”.
    • I Tag che utilizzano la sitassi « document.write » (Google li proibisce)
    • I Tag che devono inserirsi in un punto preciso della pagina (Adsense, Banner di Ad server, social sharing…)

    Ora, un Tag Manager completo dovrebbe saperli gestire, altrimenti il valore aggiunto viene meno (salvo eccezioni).

    Inoltre, più in generale:

    • Google Tag Management non ha un’interfaccia strutturante e « user friendly » : ci sono vari menu, ma non é chiaro capire dove dirigersi e quali sono gli step “cronologici” necessari per l’integrazione ;
    • Non trasferisce maggiore autonomia e agilità al team Marketing: l’intervento tecnico é sempre e comunque necessario ;
    • Google Tag Manager non gestisce la deduplica delle conversioni ;
    • Il Tag Container permette di gestire solo il sito Web; non gestisce gli altri canali: mobile, applicazioni, serverside…
    • La soluzione proposta da google tag manager per il « flash » é complessa e problematica : chiamata di funzioni javascript esterne, e non codice azione script nativo ;
    • Nessuna regola avanzata sulla gestione e sull’esecuzione dei Tag: (OS, opératori logici …) ;
    • Nessuna differenza tra i “perimetri” di esecuzione (localizzazione sulle pagine del sito) ;
    • Nessuna gestione dei “vincoli” sul richiamo condizionale dei tag ;
    • Nessun test multi navigatore/browser/OS : vi sono solo test di sintassi;
    • Nessuna biblioteca di “templates” (tag di soluzioni e-marketing) integrata ; solo template dei tag di google.
    • Pressoché nessun tipo di supporto tecnico in caso di problemi e domande relative all’implementazione;
    • Lista di variabli in ingresso (data layer) difficilmente utilizzabile : pressoché assente nell’interfaccia di Google tag Management;
    • Assenza totale di variabili interne (recuperabili direttamente sulla pagina del sito);
    • Nessun workflow ; impossibile salvaguardare le diverse versioni che sono state lanciate nel tempo e le varie modifiche fatte;
    • Non ci sono ambienti di test, ne ambienti di pre-produzione : quando si clicca su « deployment », non c’é nessun indicatore sul corretto funzionamento dei tag implementati.

    Se offrono la soluzione gratuitamente, un motivo ci sarà? 😉

  4. come tutti gli strumenti di Google, evolve rapidamente. E basterebbe aprirlo tutti i giorni per rendersi conto di cosa sarà tra poco.

    Inoltre, più in generale:
    – l’intervento tecnico alla stregua di qualunque tagmanager è necessario solo una volta
    – la deduplica non è affare del tag manager, il cui compito è mostrare o meno dei tag in base a regole
    – il contenitore può essere deployato sui siti mobile, e ovunque ci sia supporto javascript
    – non ci sono solo i tag di Google: alcuni esempi sono Turn, AdAdvisor, comScore
    – il datalayer è documentato qui https://developers.google.com/tag-manager/reference#varnames e nell’interfaccia una volta che hai recuperato i valori in macro c’è ampiezza d’uso
    – puoi anche recuperare qualsiasi variabile js definita in pagina, sempre con una macro
    – c’è un versioning molto spinto, che addirittura ti impedisce di CANCELLARE (puoi solo nascondere) le versioni. e il workflow è definito anche dai diversi livelli utente
    – l’ambiente di test esiste eccome, è la preview del tag che puoi comodamente vedere solo tu e testare fin quando non sei certo del funzionamento.

    Il resto non l’ho capito, o richiede risposte troppo tecniche per un commento sul blog.

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