Google Optimize: la conversion optimization in punta di dita

Scopriamo le funzionalità di Google Optimize il tool di user testing e personalization di Google


Google in passato era entrato nel mondo della Conversion Optimization con tool diversi.
Il primo fu Google Web Site Optimizer, (non) sviluppato con miopia senza mai inserire funzioni avanzate. Dopo pochi anni fu integrato in Google Analytics con la funzionalità Content Experiment anche essa considerata dagli utenti più un contentino che un vero tentativo di Google di entrate nell’arena della Conversion Optimization

Questi anni di silenzio hanno permesso ad altre aziende di affermarsi in questa nicchia: Optimizely & Visual Web Site Optimizer (VWO) sono sicuramente i due tools tra i più famosi.

Nel 2016 finalmente Google decide di entrare nel mercato con un tool serio ed ad inizio del 2017 completa la sua strategia completando l’offerta presentando la versione free di Google Optimize e caratterizzando meglio l’offerta di Google Optimize 360.
Google decide di entrare nell’arena della CRO usando la stessa strategia di Google Analytics: una versione free disponibile per tutti ed una versione a pagamento con funzioni avanzate per le aziende più esigenti.
Questa strategia in passato ha permesso di portare la web analysis disponibile a tutti e di cambiare completamente il mercato: riuscirà Google Optimize a fare lo stesso?

Le premesse ci sono tutte: il tool dalle sue prime versioni sta evolvendo integrando sempre più funzioni e raggiungendo le caratteristiche di altre piattaforme presenti da più tempo sul mercato.

Se avete utilizzato altre piattaforme di A/B testing una delle prime differenze è che per creare un esperimento dovrete installare un plugin per Google Chrome

Quali tipi di esperimenti supporta Google Optimize:
A/B testing: vengono creati due varianti di pagina che insistono sullo stesso url. Attraverso il plugin per Chrome viene creata la variante da testare.

Testing di rindirizzamento (split test): vengono create due pagine diverse che vivono in due url diverse, Google Optimize si occupa di di dividere il traffico sulle due pagine

Test multivariato:il più complicato dove diversi elementi della pagina vengono testati con varianti diverse allo scopo di individuare la combinazione che crea maggior valore

Integrazione con Google Analytics
Google Optimize è strettamente integrato in Google Analytics, tanto che la sua installazione dipende dal tag di Google Analytics stesso, non solo, non è possibile nella versione free di Google Optimize definire un obiettivo del test diverso dagli obiettivi definiti in Google Analytics.
L’integrazione massima arriva con la versione 360 di Optimize: è possibile limitare un test ad utenti contenuti in un segmento di Google Analytics.

Usare Optimize con successo non è banale, è necessario pianificare con attenzione quali test si vogliono fare, ma l’interfaccia è semplice ed intuitiva tanto da permettere di fare un semplice test di diverse call to action in pochi secondi.

Limiti di Google Optimize
Google Optimize è un tool di testing e personalisation, non è un tool completo di Conversion Optimization: all’interno di esso non troveremo strumenti importanti per definire cosa testare su un sito internet come:

  • HeatMap
  • feedback analysis
  • Session Recording
  • Form Analysis

Ad oggi trovo la mancanza di un tool di heatMap da parte di Google all’interno della propria offerta un buco tecnologico importante: forse un giorno Google mi farà contento sviluppando il tool di heatMap che manca, ma vedere che Yandex Metrica fornisce tali tool mi fa abbastanza innervosire.
(Il primo che scrive nei commenti che Google Analytics ha una heatmap, verrà fustigato in pubblica piazza e gli verrà chiesto di ripetere 1000 volte tutte le limitazioni di quel report)

Rispondi